Protocollo vaccinale nel cucciolo cosa dicono le linee guida

La prima vaccinazione nel cucciolo è molto importante ma non sufficiente per determinare una copertura adeguata. Vediamo quando e come effettuare il corretto protocollo secondo le linee guida della WSAVA (The World Small Animal Veterinary Association).

Immunità materna

Alla nascita i cuccioli, se nascono in condizione di buona salute e la madre è in stato immunitario ottimale, ricevono un'immunità definita passiva, cioè non determinata da infezione esterna (come avviene per i vaccini).

Gli anticorpi materni vengono assunti dal primo latte (il colostro) per tutto il periodo della lattazione, ma quello delle prime sei ore dal parto è il più importante.
Il primo latte è quello più ricco di anticorpi per poi andare a ridursi nella quantità.

Questa immunità può variare nella qualità ed efficacia in base:

  • alla quantità di latte assunto - cuccioli più piccoli e meno vitali riescono a nutrirsi meno e quindi ne assumono meno
  • gocciolamento del primo latte -  se c'è stato forte gocciolamento il primissimo latte può essere andato disperso
  • quantità di cuccioli - se sono tanti i cuccioli nati potrebbero aver assunto una quantità inferiore di latte
  • stato di salute generale della madre - se la madre ha uno stato immunitario non buono non potrà trasferirlo ai piccoli.

L'immunità materna nel cucciolo quindi, ha una durata variabile e si stima che possa durare da un minimo di 6 settimane a un massimo di 18.

Una cosa importante da ricordare è che se si effettua il primo vaccino quando l'immunità materna è attiva (e non si è in grado di saperlo), questa non consentirà al vaccino di essere efficace ma anzi, il cucciolo sarà quasi totalmente scoperto.

Ecco perché, dopo il primo vaccino si devono prendere precauzioni particolari che consentano al cucciolo di mantenere una buona socialità, senza rischiare di incontrare la malattia.

Solo dopo il secondo e terzo richiamo la copertura inizierà a essere efficace e il sistema immunitario sarà competente e protettivo.

Una titolazione anticorpale effettuata dopo qualche mese dall'ultimo richiamo ci consentirà di verificare se la profilassi ha funzionato a dovere e quindi potremo effettuare i seguenti vaccini a distanza di un anno e poi di tre.

Quando fare il primo vaccino

Non esiste una indicazione univoca sul momento esatto in quanto esistono diverse variabili da tenere in considerazione.

Ad esempio, il fatto che i cani di taglia grande smaltiscono l'immunità materna prima di quelli di taglia piccola.

Per convenzione dunque la prima vaccinazione si effettua tra le 6 e le 8 settimane di età, ma anche prima in quei soggetti di taglia grande.

Fatto il primo vaccino il cucciolo è totalmente scoperto e dovrà fare richiami a 3-4 settimane di distanza per 3 o 4 volte.

Le linee guida consigliano di proseguire fino ai 4 mesi e poi di effettuare un ulteriore richiamo dopo 6 mesi e mezzo circa.

Le successive vaccinazioni possono essere effettuate ogni tre anni.

Questo per le tre malattie definite Core, come abbiamo già definito nell'articolo sulle vaccinazioni del cane adulto.

Quali vaccinazioni sono indispensabili per il cucciolo?

In un precedente articolo abbiamo parlato delle vaccinazioni nel cane. Abbiamo scoperto che esistono delle malattie che debbono essere prevenute a tutti i costi perché potenzialmente mortali per il piccolo. Queste sono:

  • Parvovirosi
  • Cimurro
  • Adenovirosi (epatite).

Queste sono le malattie per cui è assolutamente consigliato effettuare la profilassi vaccinale.

Tutte le altre malattie sono consigliate ma in un periodo successivo.

Low responder chi sono?

Esistono razze di cani o singoli soggetti il cui sistema immunitario non risponde in modo adeguato alla profilassi vaccinale.

Questo fenomeno è evidenziabile solo se si effettua una titolazione anticorpale, una sorta di conta degli anticorpi che si sono formati nel sangue in un periodo successivo alla vaccinazione.

In questi soggetti il titolo (cioè la quantità) non riesce a essere sufficiente per garantire una buona copertura. In questi casi sarà necessaria una frequenza superiore rispetto a quella indicata nelle linee guida ed è anche per loro che è bene vaccinare il maggior numero di soggetti, al fine di garantire la protezione definita di gregge.

Bene, per oggi è tutto!

Condividi!