Quando si parla di Pet Therapy si tende a non considerare lo stress a cui l'animale assistente il paziente è sottoposto. In questo articolo valutiamo come riconoscerlo e prevenirlo.

Lo Stress nel cane e negli animali domestici

La parola stress deriva dal latino strictus (stretto, serrato, compresso). Nel XVII secolo venne utilizzato nei paesi anglofoni con il significato di difficoltà, avversità e afflizione. E devo dire che di questi tempi rivaluterei questo significato anche io.
Ma altresì nel XVIII e XIX acquisisce il significato di forza, pressione, tensione o sforzo (soprattutto utilizzato in metallurgia ed edilizia).

Oggi i nostri animali domestici possono essere stressati?
Siamo più stressati noi o loro?
Devo curarli?

A queste e a molte altre domande preferirei non rispondere con un semplice sì o no, ma con un vediamo.

In tutti gli animali lo stress può essere comunicato in vari modi.

Prendiamo ad esempio cane, gatto e coniglio. Questi animali sono molto presenti nelle nostre famiglie, nelle case di campagna, come nei mini-appartamenti in centro città. In questi casi lo stress ambientale incide parecchio anche sull’umore e sul comportamento del nostro animale.

Lo stress come sofferenza provoca nel nostro animale vocalizzi non usuali, come una sorta di mugolio che significa anche frustrazione e tentativi di evitare il contatto o darsi addirittura alla fuga.

Questi segnali però possono essere indicatori di paura dell’animale di fronte a una situazione nuova.

Pet Therapy & Stress - Focus ed attenzione per gli Animali in Interventi Assistiti con gli Animali

Tuttavia la demarcazione tra il disagio e la sofferenza vera e propria è imprecisa e varia da essere vivente ad essere vivente.

Per questo, nella valutazione dei segnali di stress, si devono tenere in considerazione anche l’ambiente in cui si vive e, in caso di IAA o Pet Therapy, il setting in cui l’animale si trova a lavorare.

Lo stress nel cane da Pet Therapy

Alcuni di questi segnali sono visti come un tentativo di comunicare un disagio vissuto dall’animale stesso. Nel caso del cane, ad esempio, si manifestano con il bere con frequenza eccessiva, oppure tenere le orecchie abbassate.

In IAA (Interventi Assistiti con Animale) l’animale protagonista potrebbe:

  • cercare l’uscita del locale
  • rifiutarsi di socializzare
  • restare vicino al conduttore senza volersi staccare.

Nella vita quotidiana può succedere che:

  • inizi a ringhiare agli estranei o
  • faccia più attività motoria, quasi frenetica.

Seguiti sempre dai tipici “segnali calmanti” quali leccarsi il naso con frequenza e tenere la coda molto vicina al corpo.

Ma se lo stress si cronicizza? E compare quasi ogni giorno?

In IAA vedremo nel nostro animale frequenti comportamenti anomali, con

  • calo dell’abilità di lavoro
  • manifestazioni di apatia
  • demotivazione.

Una situazione simile alla nota sindrome da burnout.

Linguaggio del cane

Altri segnali di stress cronico possono essere:

  • frequenti alterazioni del ciclo sonno-veglia
  • sonnolenza diffusa durante la giornata
  • riduzione dell’appetito
  • automutilazioni.

Queste ultime possono avvenire per leccamenti eccessivi, magari accompagnati da una tendenza a scuotere il corpo per ottenere rilassamento muscolare.

Nel lavorare in IAA con cani, gatti e conigli si hanno comportamenti, abitudini e modi di lavorare diversi.

Per le caratteristiche dell’animale e nel loro rispetto totale.

Io, ad esempio, non lavoro con Jack, il mio cane di 3 anni, per più di due volte alla settimana. E prima e dopo ogni incontro facciamo molto training e vita all’aria aperta:

se lo merita prima perché è un cane e poi perché in una sessione di IAA lo stress accumulato dall’animale può provocare seri danni.

Pet Therapy con i conigli

Talvolta mi capita di collaborare anche con colleghi abituati a lavorare con i conigli, io personalmente non vivo con un coniglietto, ma ho imparato a conoscerli bene e ad apprezzarli molto.

Per prima cosa i conigli sono animali che hanno bisogno di tempo per adattarsi alle situazioni.

Una volta che si sono adattati all’ambiente in cui vivono, possono sentirsi sicuri e vivere sereni. Ma sono anche animali molto sensibili e conservano sempre il loro istinto di sopravvivenza: questo li porta ad essere anche aggressivi e a manifestare questo loro malessere con atteggiamenti distruttivi.

Sono prede, in natura fuggono e si difendono.

Si tratta di esemplari abitudinari, quindi è bene considerare bene se farli partecipare o meno in IAA, in una sessione vi sono vari cambiamenti della loro routine.

Come capire la situazione di stress a cui i conigli sono sottoposti?

I conigli fanno rumore, suoni che normalmente non producono e mostrano insofferenza a muoversi in spazi piccoli. Specie se li inserite nel trasportino.

Se urlano forte e spesso è sintomo di grave sofferenza: l’urlo del coniglio è spesso un segnale di pericolo e di allarme per i loro simili, poiché dettato dalla paura di minacce in natura.

Essendo il coniglio un animale molto abitudinario, occorre fare attenzione se cambia umore più volte nel corso della giornata.
Ad esempio, se è aggressivo nei confronti dei suoi simili e distruttivo verso la gabbia, se la morde.

Se il livello di stress si alza il coniglio procede con un’automutilazione di una parte del suo corpo prima leccandola ossessivamente, poi mordendola e recidendola purtroppo.

In IAA fare attenzione al gesto di prendere in braccio il coniglio.
Non ama essere preso in braccio
in quanto è una posizione per lui innaturale e pericolosa, infatti in natura il sollevamento da terra avviene quando lo prende al volo un rapace.

Ricapitolando quindi, senza voler generalizzare, ma come promemoria consiglio a tutti i proprietari di animali domestici di osservarli bene, e se si notano segnali di stress, chiedere un incontro con il veterinario.

Soprattutto se l' animale domestico mostra segnali di paura quali:

  • corpo inarcato
  • peli dritti
  • pupille dilatate
  • orecchie appiattite indietro.

E come con i bipedi, se cerca di evitarti o cerca una via di fuga: “Houston, abbiamo un problema!”.

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