Il Virus Covid-19 ci ha fatto cambiare modo di relazionarci anche con i nostri animali domestici. In questo articolo facciamo chiarezza su come dobbiamo comportarci, quali accortezze dobbiamo avere per proteggere i nostri cani.

Dottoressa, ma il nostro cane ci può fare ammalare?

Tante volte mi sono sentita fare questa domanda e tutte le volte rispondo che, semmai, siamo noi umani che potremmo fare ammalare i nostri cani.

Da quando siamo entrati in contatto con questo nuovo virus, il SARS COV 2 le nostre abitudini quotidiane sono state drasticamente stravolte, ci muoviamo e ci relazioniamo con le altre persone con il timore di poterci infettare.

Ma cosa succede con i nostri animali?

Facciamo prima un po' di chiarezza.

Cosa sono i Corona Virus

I Coronavirus sono un'ampia famiglia di virus comuni negli animali.
Sono così chiamati per le punte a corona presenti sulla superficie.

Esistono 4 tipologie di coronavirus:

  • alfa,
  • beta
  • gamma
  • delta.

Sia i cani che i gatti possono contrarre virus appartenenti agli alfa, nei gatti randagi è frequente, purtroppo il (F-CoV)  che può causare la peritonite infettiva (FIP).

Nei cani invece conosciamo bene il (C-CoV) sempre un alfa coronavirus enterico responsabile della diarrea emorragica molto contagiosa nei cuccioli.

Al contrario degli animali, gli esseri umani sono sensibili ai beta coronavirus, come il SARS CoV-2, responsabile dell'attuale pandemia.

Un po' di storia

In passato ricordiamo il SARS-CoV che ha causato la Sindrome Respiratoria Acuta Grave in Cina nel 2002 e il MERS- CoV responsabile della Sindrome Respiratoria del Medio Oriente, nel 2012 in Arabia Saudita.

In entrambe le passate infezioni non è emersa alcuna evidenza di trasmissione dall'uomo agli animali.

Covid-19 infetta gli animali domestici?

Ormai da un anno stiamo combattendo questa terribile malattia e mentre il numero degli uomini positivi raggiunge cifre da capogiro (nel momento in cui scrivo, nel mondo si parla di circa 64 milioni di persone contagiate) nel regno animale sono pochi, anzi pochissimi i casi documentati di animali positivi al SARS-CoV2.

Sebbene in numero assai limitato ci sono stati casi riconosciuti di infezione di animali domestici venuti a contatto con persone infette.

La sorveglianza veterinaria e gli studi epidemiologici hanno mostrato che il gatto è più sensibile al virus e può manifestare qualche sintomo respiratorio e gastroenterico, al contrario il cane si infetta senza quasi mostrare alcun sintomo significativo.

A marzo 2020 sono stati riconosciuti due casi di cani positivi ad Hong Kong, un Volpino di Pomerania e un Pastore Tedesco, entrambi conviventi con proprietari malati.

Sempre ad Hong Kong sono stati segnalati diversi gatti infettati in un condominio che è risultato essere un focolaio di Covid19.

Più recente il Barbone Nano di Bitonto, anche lui infettatosi perché convivente con 4 proprietari positivi, ma, anche in questo caso, il titolo virale è risultato estremamente basso e non sufficiente a trasmettere la malattia.

Questo significa che il sistema immunitario dei nostri animali riesce a bloccare il virus in maniera adeguata senza che si sviluppi la malattia.

In uno zoo di New York si sono riscontrati diversi casi positivi tra i leoni e le tigri ospitati perché esposti ad un dipendente infetto.

Cani e contaminazione ambientale

Uno studio condotto su 817 animali domestici residenti a Milano e altre città della Lombardia, in un periodo che andava da marzo a maggio, ha mostrato come:

  • solo pochi cani siano risultati positivi al tampone
  • questi cani vivevano in famiglie con persone affette da Covid 19
  • non si sono apprezzati sintomi significativi in alcun animale.

In diversi cani sembra inoltre si sia trattato di una reale contaminazione ambientale.

Questo aspetto è molto importante:

se il cane vive a stretto contatto con un uomo forte eliminatore, con sternuti o colpi di tosse, di grandi quantità di virus, quest’ultimo può attecchire ma non trova un ospite adatto nel cane in cui replicarsi per dare la malattia.

SARS CoV 2 e i visoni

In alcuni paesi come la Danimarca, i Paesi Bassi, la Francia, la Spagna e anche l’Italia è stata confermata l'infezione in visoni di allevamento.

Questi animali hanno mostrato sintomi respiratori più o meno gravi.

Le indagini epidemiologiche hanno anche qui messo in evidenza la stretta correlazione tra addetti agli animali risultati positivi al SARS CoV 2 e la successiva insorgenza dei sintomi negli animali.

I nostri cani quindi, se a stretto contatto con umani positivi, possono si infettarsi ma non ci sono ad oggi prove che possano trasmettere il virus ad altri uomini.

Quindi, ribadiamo, i nostri animali non hanno un ruolo attivo nella diffusione del SARS COV 2 che si trasmette invece tra gli uomini attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse, gli starnuti o mentre parliamo.

Cosa possiamo fare per proteggere i nostri animali dal virus?

Sottolineiamo innanzitutto che non è giustificata alcuna azione o misura che possa compromettere in qualche modo il benessere dei nostri animali.

Ma se ci trovassimo nella situazione di essere positivi al SARS-CoV2, come comportarci con i nostri animali domestici?

Dobbiamo proteggerli come qualunque altro convivente, quindi:

  • evitiamo il contatto ravvicinato
  • evitiamo baci e leccatine diffuse,
  • ricordiamo l'uso della mascherina e
  • laviamoci le mani con più frequenza.

Un altro accorgimento utile sarebbe quello di limitare i contatti con altri cani e proprietari durante le passeggiate ed usare prodotti non aggressivi per la pulizia delle zampe.

Concludendo vorrei sottolineare che i nostri animali, cani o gatti che siano, sono un grande aiuto per noi umani, soprattutto in questo momento in cui, chi più chi meno, deve affrontare periodi difficili.

Sono membri delle nostre famiglie e come tali dobbiamo trattarli e possiamo stare tranquilli che da loro non ci arriva mai nulla di negativo.

Condividi!