Partiamo dal presupposto che ognuno spende i propri soldi come meglio crede. E fin qui siamo tutti d’accordo. Poi abbiamo gli adepti dell’ormai sdoganato slogan “L’amore non si compra” utilizzato per toccare il cuore di chi ha intenzione di far entrare un animale nella sua vita, spingendo all’adozione di cani che purtroppo finiscono ogni anno a migliaia nei Canili di mezza Italia.

Nobilissima scelta quella di adottare un cane al quale offrire una seconda possibilità! Importante è farlo con consapevolezza e responsabilità.

Chi stabilisce se un cane è di razza?

Ma è doveroso fare chiarezza, perché esistono delle normative che regolano la vendita di cani per i quali si asserisce possedere la qualità di “razza”.  Nel nostro paese da oltre 70 anni il Governo ha riconosciuto l’ENCI attraverso il MiPAAF come unico ente delegato alla gestione del settore allevatoriale del cane di razza.

Si tratta di un patrimonio zootecnico nazionale che è tutelato dalla Legge e interseca la sua attività in linea con il Ministero della Salute e il Fisco.

Cosa significa "meticcio"?

Facciamo una doverosa premessa, con la definizione di “Meticcio” si intende:

Ibrido fecondo risultante dall'incontro tra individui appartenenti a gruppi o razze di provenienza o natura diversa.

Mentre la parola “Razza” è definita con:

gruppo d'individui di una specie contraddistinti da comuni caratteri esteriori ed ereditarie.

Sicuramente una parola forte che oggi, soprattutto dopo i dolorosi e tristi avvenimenti sociali della Storia umana, assume sempre di più connotazioni negative dal punto di vista del pensiero collettivo. Giustamente.

Va precisato che il termine "razza", nel suo utilizzo in campo animale, risulta essere parola comoda per identificare rapidamente una tipologia di cani, con le stesse caratteristiche fisiche, predisposizioni comportamentali, attitudinali e molto importante:

stabilità genetica nella capacità di perpetuarle alle generazioni future.

Perpetuarle!

Incroci tra razze canine

Negli Stati Uniti, dove l’approccio al mondo cinofilo ha spesso espressioni bizzarre se non addirittura in alcuni sporadici casi al limite del benessere animale, è nata negli anni '90 la proposta di accoppiare cani di razze totalmente diverse fra loro, vendendo il risultato come una vera e propria eccellenza. Fra i più famosi troviamo il Labradoodle, ovvero l’incrocio di un Labrador Retriever per un Barbone (in inglese è chiamato Poodle).

Il cane Maltipoo

cane maltipoo incrocio maltese barboncino
Due esemplari di cane "Maltipoo": incrocio tra razza Maltese e Barbone

Quindi ecco che un esemplare di Maltese, razza antichissima che fonde le sue radici già nelle case patrizie dell’Impero Romano e un esemplare di Barbone nella taglia Nana o Toy, razza secolare che discende dai cani da acqua europei sviluppatesi prevalentemente in Francia, nazione che ne ha dato i natali, si uniscono insieme, si incrociano... e nascono i Maltipoo: un cane meticcio, incrocio tra Maltese e Barbone, venduto come fosse di razza!

Se aggiungiamo che esistono diverse patologie oculari, osteoarticolari, cardiache e neurologiche che colpiscono trasversalmente molti cani di piccola taglia, e che il cane che non possiede un Certificato Ministeriale rilasciato dall’Ente Nazionale Cinofilia Italiana non può essere venduto come "cane di razza", capite bene che la situazione diventa doppiamente contraddittoria.

Scorrendo l’elenco delle razze canine ufficialmente riconosciute, il Maltipoo non esiste, eppure esistono allevamenti che propongono questi cani meticci, offrendoli a prezzi che variano molto dai 1000 fino ai 2000 euro.

Un meticcio è frutto di un vero e proprio incrocio dove il rimescolamento genetico non lascia molta affidabilità su quello che potrà nascere e diventare da adulto.

I cani sono una nostra responsabilità a cui l'umanità deve pensare con saggezza e lungimiranza.

Non alimentiamo ulteriormente un mercato che si basa spesso sulla non conoscenza.

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